FORMAZIONE ITINERATE FCP – 2020

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20200222_120238Si è svolta ieri a Roma la seconda tappa del corso di formazione itinerante 2020, organizzato dalla Federazione Cure Palliative. Scopo dell’incontro  è stato quello di approfondire la cultura delle Cure Palliative. L’invito infatti non era rivolto solo alle associazioni aderenti alla FCP, ma anche a tutte le organizzazioni non associate, allo scopo di promuovere una crescente inclusione e collaborazione tra i vari attori delle Cure Palliative presenti sul territorio. La mission è stata quella di fare chiarezza.

Location dell’evento, la sede della Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus, un’organizzazione no profit, fondata nel 1999 da Antonio e Eugenia Lefebvre D’Ovidio, in seguito alla scomparsa, a soli quarant’anni, della loro amatissima figlia Maruzza. La Fondazione è impegnata nel campo delle Cure Palliative e della terapia del dolore prettamente in ambito pediatrico, per i malati inguaribili, ed è uno dei punti di riferimento più importanti nel settore delle Cure Palliative.

La giornata formativa è iniziata con una sessione mattutina di approfondimento sui temi di attualità delle Cure Palliative. I membri del Consiglio Direttivo della Federazione ne hanno illustrato i vari punti. L’inserimento delle Cure Palliative nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), riguardanti tutte le prestazioni ed i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente. La Legge n. 38/2010 che definisce le Cure Palliative come un diritto inviolabile di ogni cittadino, in quanto tutela l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata, sia al suo nucleo familiare. Essi sono finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti,  la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici, senza nessuna distinzione tra patologie oncologiche e no.

Si è parlato della Legge 219/17 sul consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, detta anche legge del Biotestamento, affrontando il tema del  suicidio assistito (Sentenza della Corte Costituzione del 22.11.2019 del “caso Cappato”) e quello  dell’eutanasia.

Nel pomeriggio i partecipanti al convegno divisi in sei sessioni di lavoro, hanno elaborato un volantino  comunicativo, ciascuno indirizzato ad un target diverso, il cui obiettivo è stato quello di porre le basi per una comunicazione sul tema delle Cure Palliative che “faccia chiarezza” a tutti i livelli. L’incontro è terminato con l’illustrazione degli elaborati, fatta da ciascun portavoce dei vari gruppi di lavoro.

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IL VESCOVO DI LATINA IN VISITA AI PAZIENTI DELL’HOSPICE SAN MARCO

20200213_190940 20200213_19101020200213_191010Nel pomeriggio di oggi il Vescovo di Latina, Sua Eccellenza Mons. Mariano Crociata, si è recato a far visita  ai malati ricoverati presso la struttura dell’hospice della Clinica San Marco di Latina.

A fare gli onori di casa la dott.ssa Michela Guarda, coordinatrice infermieristica e Presidente dell’associazione “Insieme per l’Hospice San Marco – ODV”, che insieme al  personale medico e infermieristico,  ha accompagnato Monsignor Crociata nelle stanze dei pazienti, visibilmente emozionati.

Il Vescovo si è intrattenuto con ciascuno di loro portando messaggi di conforto e di speranza. Ha poi consegnato una pergamena ad ogni paziente, dove sono stati stampati alcuni brani della lettera scritta da Papa Francesco in occasione della  XXVIII Giornata mondiale del malato 2020.

Istituita il 13 maggio 1992 da Papa Giovanni Paolo II, quando gli venne diagnosticato il Parkinson, la Giornata mondiale del malato è un ricorrenza della Chiesa cattolica romana. La data dell’11 febbraio fu scelta in onore della memoria liturgica della Madonna di Lourdes. La storia della Giornata mondiale del malato ha un significato ben preciso: prendersi  cura dell’altro con tenerezza, aiutando chi ne ha bisogno con delicatezza ed educazione, senza essere indiscreti. La lettera del Santo Padre si apre con un passo del Vangelo secondo Matteo: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, io vi darò ristoro”. Le parole che Gesù pronuncia, indicano il misterioso cammino della grazia che si rivela ai semplici e che offre ristoro agli affaticati e agli stanchi.

Monsignor Mariano Crociata infine, rivolgendosi al personale medico, infermieristico e ai volontari che prestano servizio nella struttura, ha ribadito l’importanza del difficile ruolo di coloro che quotidianamente si adoperano per alleviare le sofferenze altrui.IMG-20200211-WA002120200211_17374920200211_173725

https://www.ilmessaggero.it/latina/giornata_del_malato_il_vescovo_all_hospice_san_marco_di_latina-5046365.html

https://it.geosnews.com/p/it/lazio/lt/giornata-del-malato-all-hospice-san-marco-la-visita-del-vescovo-crociata_27981956

ALLEANZA PER LE PERSONE ANZIANE, IL WORKSHOP DELLA FONDAZIONE A.SORDI

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Successo dell’incontro workshop formativo della Fondazione Alberto Sordi

By Luca Guazzati in Comunicati on Gen 17, 2020Views: 80

L’incontro-workshop della Fondazione Alberto Sordi, al Roma Meeting Center, dedicato a ruoli e responsabilità di tutti coloro che operano per la terza età in ambito sociosanitario, ha riguardato una discussione di livello sul tema dell’Alleanza per le Persone Anziane, tesa anzitutto a rifiutare stereotipi e luoghi comuni o ghettizzazioni di sorta. L’anziano non è solo l’anziano malato. Gli anziani sono una risorsa che va capita e organizzata. Come per i nonni: uno può essere l’aiuto in casa che tiene i nipotini. Ma i nonni organizzati sono una potenza ed una risorsa per tutta la società.Una platea attenta di oltre cento persone ed un tavolo di esperti, oltre ai docenti Università Campus Bio-Medico di Roma e della stessa Fondazione, hanno affrontato con dati ed esperienze l’argomento cura e fragilità in tutti i suoi aspetti, con uno sguardo all’innovazione tecnologica e al mutamento delle condizioni di vita per il futuro. “Il momento formativo – ha detto il Direttore della Fondazione Alberto Sordi, avv. Ciro Intino – si arricchisce della condivisione a più voci di riflessioni, proposte ed esperienze di assistenza e di cura orientate ad ogni singola persona. Un tema centrale in una società che invecchia ma che, proprio per questo motivo, necessita di rinnovamento dei modelli organizzativi e gestionali dei servizi offerti agli anziani a tutela della loro dignità e del loro ruolo sociale”.Così, in continuità, ha aperto i lavori la relazione del prof. Riccardo Prandini Ordinario di sociologia all’Università di Bologna, che ha ricordato i principi della Carta Alleanza, presentata dalla Fondazione Alberto Sordi nel giugno dello scorso anno ad iniziare dalle nuove logiche della sostenibilità economica, culturale e sociale dei servizi e delle cure. Poi, l’advocacy sociale, la necessità di una nuova cultura dell’ospitalità ed il dibattito sulla possibile “declinazione” dei servizi, sempre più numerosi, aperti e innovativi. Su questo si è creata la prima sessione parallela di lavori, dedicata all’esperienza dell’Opera Immacolata Concezione di Padova, che ha costruito ex novo strutture senza barriere oggi diventate luogo preferito di atleti paralimpici di fama mondiale.

Ne ha parlato non solo il Direttore Fabio Toso ma anche la Presidente Giancarla Milan dell’Associazione Agorà – terza età protagonista che ha testimoniato la vitalità, l’entusiasmo e la volontà negli anziani che stando bene possono essere docenti, esempi, modelli-guida. Altro principio dell’Alleanza, la Reticolazione, ossia il fare rete fra tutti gli attori del sociale e il territorio. E’ stata ricordata la massima di Papa Francesco: “Anche il miracolo è una strategia di squadra”. Dagli accordi quadro di partenariato alle sinergie da far scattare e mantenere.

Qui, nella seconda sessione di lavori dedicata alle relazioni operatori/famiglie, Margherita Marrama della Fondazione Oikia ha registrato il punto di vista del vicepresidente Assindatcolf Andrea Zini, la relazione di Paola Garbella Direttore della Fondazione Cerino Zegna di Biella e sui risultati del lavoro del Cafè Alzheimer, l’esperienza della psicologa Anna Collobiano.

Infine, principio che guarda al futuro, la Ricerca e l’Innovazione tecnologica che spinge verso servizi nuovi e su misura, personalizzando la cura e il prendersi cura, con il ricorso a apparecchi, dispositivi e tecniche di ultima generazione dalla robotica e intelligenza artificiale alle nanotecnologie. Qui, il confronto moderato da Marta Bertolaso con le sfide del futuro, secondo Roberta Bevilacqua dell’Inrca di Ancona, Giovanni Boniolo dell’Università di Ferrara e Paolo Soda dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

La prima parte dell’incontro si è conclusa con la tavola rotonda sul fine vita, un tema raro e difficile da affrontare dove però nessuno si è tirato indietro: a cominciare dalle statistiche, raccolte nei luoghi della speranza e della cura, dall’Ospedale, dove i numeri sono più elevati, come detto dal geriatra Livio Cortese dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, alla casa privata di cui ha parlato Michela Piredda anche lei dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, alla residenza per anziani illustrata come “luogo” dall’altra esperta infermiera Ermellina Silvia Zanetti, Gruppo di Ricerca Geriatrica Brescia. Nel pomeriggio il giornalista moderatore Luca Guazzati ha introdotto – sul tema della reticolazione – sia l’esperienza dell’Inrca di Ancona, unico istituto a carattere scientifico (IRCCS) che si occupa di Longevità attiva, illustrata dal Direttore Scientifico Fabrizia Lattanzio, sia la testimonianza del Direttore generale Elisabetta Elio dell’Opera Pia Ciccarelli di Verona e del Direttore Sanitario Francesco Giuffrida di Osa, cooperativa che porta l’assistenza domiciliare a oltre 40mila pazienti, assolvendo ad un compito che l’ente pubblico appalta a terzi non potendovi far fronte altrimenti. L’intervento conclusivo è stato affidato a Maddalena Pennacchini e Bianca Di Francesco che hanno raccontato l’esperienza molto formativa per gli operatori e utile per il territorio dell’Associazione Alberto Sordi che in pratica serve con il suo centro diurno il IX Municipio di Roma, grande quanto il comune di Milano. Numeri, certo. Sono alla base dello studio per considerare la cultura della longevità come risorsa. Insieme ad esperienze positive che sono state enumerate con dovizia di particolari e l’orgoglio di chi lavora al servizio delle fragilità, che non sempre e non solo riguardano gli anziani.

Nel mutamento della nostra società, l’aumento esponenziale della popolazione anziana deve far riflettere come svolta epocale, cui bisogna arrivare preparati. Dal miglioramento delle condizioni di vita degli anziani (come aveva intuito il grande Alberto Sordi), dipende il futuro anche dei giovani, la solidità della famiglia, le politiche del welfare, dell’occupazione, la ricerca, l’innovazione e nuovi mercati produttivi, per un’economia della società del futuro dove l’anziano non dev’essere “categoria”, può altresì essere positiva risorsa, ma resta soprattutto persona.

Prof Riccardo Prandini, Direttore Ciro Intino, giornalista Luca GuazzatiMarta BertolasoRoberta Bevilacqua

ARTE E BENEFICENZA AL MODERNO PER IL 10° ANNIVERSARIO DELL’HOSPICE

articolo Latina Oggi del 10.12.2019Tutto esaurito sabato al teatro Moderno di Latina per lo spettacolo  del 10° anniversario di attività dell’Unità Operativa di Cure Palliative San Marco di Latina. La serata, presentata come sempre dalla elegantissima giornalista Maria Corsetti,   è iniziata con la proiezione delle  immagini  che hanno raccontato il lavoro svolto in questo primo decennio di vita, dall’equipe multi professionale presente nella struttura  e dai volontari.

Con jeans, camicia a quadroni bianchi e neri, Simone Metalli in arte Geppo show, è salito sul palco dando prova delle sue qualità di barzellettiere e regalando a tutti, momenti di puro divertimento.  Solare,  alla mano, lo showman romano è fonte inesauribile di gag divertenti che attinge dalla vita di tutti i giorni, dove i veri  protagonisti delle barzellette sono le persone che vivono nel suo quartiere.

La serata è proseguita con la squadra di giovani talenti della scuola ANFITEATRO ACADEMY di Latina, diretti da Valeria Vallone, che hanno portato in scena il musical Pinocchio. Capelli rosso fuoco, bellissima voce, giovane età, talentuosissimo, Simone Iuè è stato  il protagonista della fiaba italiana più famosa al mondo. Con lui,  hanno calcato il palco, tanti ballerini teenager e  cantanti in erba che, con la loro bravura  hanno saputo rappresentare  in chiave moderna, la favola del burattino di Collodi.

Grande umanità e sensibilità verso chi soffre, Geppo show, prima di riprendere lo spettacolo,  non ha esitato a recarsi all’hospice San Marco per  salutare due pazienti,  sue accanite fan.

Giunto quest’anno alla quarta edizione, il premio “Rossana Pavan” , il riconoscimento, promosso dall’associazione “Insieme per l’Hospice San Marco – ODV”, è stato conferito a Liliana Arduini, classe ’58, volontaria e operatrice socio sanitaria, che da anni svolge fuori dai riflettori il suo  impegno nel sociale. La targa, in ricordo della volontaria scomparsa qualche anno fa, è stata consegnata dall’assessore al welfare del Comune di Latina, Patrizia Ciccarelli.

Con il brano “All I Want For Christmas Is You” portato al successo da Mariah Carey, il gradito ritorno dei BIG SOUL MAMA di Latina,  diretti da Roberto Del Monte. Energia all’ennesima potenza, ritmo e bravura sono gli ingredienti del  coro,  che ogni anno  raccoglie applausi a scena aperta. I ragazzi insieme con Roberto Del Monte hanno cantato alcuni brani famosi, tra cui “Hallelujah” – Leonard Cohen e “Proud Mary” lanciata dal gruppo  rock Creedence Clearwater Revival.

Infine i coristi si sono congedati con un medley di canzoni natalizie,  cantate a “cappella” senza l’uso di strumenti  musicali, che hanno fatto entusiasmare il pubblico in sala.

un momento dello spettacolo

GEPPO SHOW REGALA IL SORRISO AI PAZIENTI DELL’HOSPICE

IMG-20191124-WA0080Con la sua prorompete carica di simpatia, genuinità e allegria, Simone Metalli, in arte Geppo show, domenica 24 novembre nel  pomeriggio è venuto a visitare la struttura dell’hospice San Marco, regalando momenti di puro divertimento a tutti,  pazienti e familiari,  con le sue divertentissime barzellette e scambiando battute con ciascuno di loro.

Risate, emozione, ma anche grande umanità, queste le credenziali dell’artista Simone Metalli.

Geppo è un fenomeno della barzelletta romana, diventato famoso in poco tempo grazie alla rete, postando barzellette sulla sua pagina Fb e sul suo canale Youtube. Romano, classe ‘ 71, il nome Geppo deriva dalla sua passione per il protagonista del fumetto nato negli anni 60, ma soprattutto gli viene dato dagli amici, per le caratteristiche buffe che accomunano Simone al protagonista stesso. Raccontare barzellette è una passione che coltiva sin da piccolo, collezionando libri di barzellette e immedesimandosi nelle stesse fino quasi a farle vivere in prima persona. Il suo motto “Ridi…è gratis” che simboleggia la passione e dedizione di Geppo di regalare una sana risata giornaliera, anche se per pochi minuti.

Nel 2015 Geppo arriva al talent show “Tu Si Que Vales” raggiungendo unanime consenso del pubblico. Il vero debutto di Geppo come comico, inizia nel 2016 portando per la prima volta live uno show tutto incentrato sul suo personaggio al teatro Auditorium della Cinciliazione, ottenendo ottimi riscontri dal pubblico e un sold out eccellente come esordio. A novembre del 2017 entra a far parte del team di Dimensione Suono Roma con la conduzione – assieme al collega Ignazio Failla – dello show mattutino La Sveglia dei gladiatori, in onda dalle 6 alle 9 tutte le mattine dal lunedì al sabato. Lo show radiofonico, si afferma da subito come campione di ascolti e si presenta come contenitore di musica, energie e gag divertenti e veraci, dedicate alla Capitale e ideali per il risveglio dei romani.

Geppo show sarà ospite, sabato 7 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Moderno, nello spettacolo di beneficenza, organizzato per il 10° anniversario dell’Hospice San Marco.

https://www.virgilio.it/italia/latina/notizielocali/un_sorriso_per_i_malati_geppo_in_corsia_all_hospice_san_marco_di_latina-60578237.html

https://it.geosnews.com/p/it/lazio/lt/geppo-porta-allegria-all-hospice-san-marco-di-latina_26971151

https://www.ilmessaggero.it/latina/un_sorriso_per_i_malati_geppo_in_corsia_all_hospice_san_marco_di_latina-4883900.html

 

 

 

AL VIA IL PROGETTO ARTE & TERAPIA “LA SCATOLA DEI PENSIERI”

Ieri mattina nell’Aula Magna della Clinica San Marco di Latina, è stata presentata “LA SCATOLA DEI PENSIERI- piccolo laboratorio portatile”.

Frutto del legame tra le associazioni di volontariato di Latina: “Insieme per l’hospice San Marco-Odv” e “Solidarte”, il progetto a quote rosa ha l’obiettivo di promuovere la solidarietà attraverso  l’arte, portando ai pazienti o ai suoi familiari un dono riutilizzabile nel tempo e nello spazio, un piccolo laboratorio “portatile” che farà compagnia e si potrà aprire e richiudere ad ogni occasione, per aggiungere, trasformarne il contenuto, o semplicemente diventare raccoglitore di ricordi e di emozioni. La scatola, è principalmente un contenitore di caramelle e altri piccoli oggetti posti al suo interno (matite, fogli colorati, gomma da cancellare) utili al paziente per stimolare la sua manualità e veicolare nel colore e nella materia i propri stati d’animo e le emozioni .

La cerimonia si è aperta coi saluti di Gerardo Saggese, Direttore Sanitario della Clinica San Marco, che ha sottolineato l’importanza di coloro che s’impegnano per il  benessere del paziente terminale,  supportando così il lavoro dei medici. Sono seguiti i ringraziamenti di Patrizia Ciccarelli, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Latina,  alle due creatrici del progetto “…Due giganti che con il loro lavoro si adoperano per migliorare la qualità della vita di questa comunità. L’intervento di Michela Guarda, Presidente di “Insieme per l’Hospice San Marco- Odv”, l’associazione no-profit nata nel 2011, composta da volontari che  lavorano in sintonia col personale dell’Unità Operativa di Cure Palliative. “L’equipe multi professionale, si occupa di migliorare la qualità di vita, garantendo  il maggior benessere psicologico e relazionale,  ai malati e ai suoi familiari. In 10 anni  abbiamo coordinato  sul territorio pontino,  4.000 pazienti terminali. Quotidianamente vengono gestiti  50 pazienti terminali, di cui 10 ricoverati presso la struttura dell’hospice”.

Chiara Venditti, medico palliativista Hospice San Marco, ha dato risalto sull’importanza di questo progetto a lei particolarmente caro, perché rappresenta il contenitore dove poter mettere tutto ciò che riguarda la storia di un paziente.

Giuliana Bocconcello, Presidente dell’associazione “Solidarte”, ha raccontato che l’dea del progetto nasce  dalle sue personali esperienze di vita vissuta accanto alla malattia della sua mamma, che aveva l’abitudine di raccogliere in un cestino foto e foglietti con le  frasi da lei scritte;  e dell’amica Luciana Faraone, l’artista di Latina scomparsa nel 1988,  autrice della stampa riportata sul coperchio della scatola, alla quale Insieme per l’Hospice e  Solidarte hanno voluto renderle omaggio per il  suo impegno come Assistente Sociale e fondatrice del Tribunale dei Diritti del Malato all’Ospedale di Latina.

Infine è intervenuto Michele Catalano, figlio di Luciana Faraone  e art director del progetto, che ha esposto  l’acquarello creato dalla sua mamma,  un nudo di donna accanto ad un aquilone. “… L’arte e la malattia spesso, riescono a dare alla persona  la piena  libertà di essere se stessa. La scatola ne è appunto l’espressione, essa rappresenta lo strumento che serve a ricordare ciò che la persona veramente è ”.

 

FB_IMG_1574545970029 Giuliana Bocconcello e Michela Guarda FB_IMG_1574545974934articolo Latina Oggi del 24 novembre 2019articolo Latina Oggi del 22.11.2019IMG-20191118-WA0025

Convegno “Insieme si può fare” – 10° Anniversario Hospice San Marco

Con l’ “Alleluja” di Cohen eseguita dal giovane violinista Gioel Paparcone, si sono aperti venerdì pomeriggio i lavori presso l’Aula Magna dell’Istituto G.B. Grassi di Latina, per il  10° anniversario dell’ Hospice San Marco.E’ stato proiettato il video firmato Enrico de Divitiis con il montaggio di Flavio Cammerano, un documento che attraverso interviste e riprese,  racconta il lavoro svolto quotidianamente dall’equipe multidisciplinare dell’Unità di Cure Palliative Hospice San Marco di Latina.La manifestazione è iniziata con i saluti delle autorità locali, il sindaco di Latina, Damiano Coletta, che ha rivolto a tutto il personale dell’Hospice San Marco, la gratitudine da parte della collettività per il servizio reso. Un particolare ringraziamento rivolto ai volontari: “Perché il nostro Paese vive con la gente che si adopera per gli altri”.Belardino Rossi, Presidente Coordinamento aziendale della Rete Locale di Cure Palliative ASL di Latina, ha sottolineato che il futuro delle Cure Palliative non saranno solo gli hospice, ma il lavoro di rete svolto insieme ad altre strutture come gli ospedali, i distretti sanitari e il domicilio dei pazienti, che contribuirà a dare maggiore comunicazione per il trattamento della terapia del dolore non solo per i malati oncologici. Gerardo Saggese, direttore Sanitario della Clinica San Marco ha ricordato che in questi anni di attività è stata rivoluzionata la realtà della Clinica San Marco, alzando il livello di qualità delle prestazioni erogate. Carlo Medici, Presidente della Provincia di Latina, ha ribadito che c’è ancora molta strada da fare sulla conoscenza delle cure palliative, pertanto è necessaria una maggiore collaborazione tra medici di famiglia e medici palliativisti per poter raggiungere maggiori obbiettivi e migliorarne i risultati.Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Latina, Giovanni Righetti, ha sottolineato l’importanza del significato di lavorare e cooperare insieme tra l’equipe dell’Unità Operativa di Cure Palliative e la famiglia del paziente. Ricordando che “Questa è la forza vincente per poter raggiungere maggiori e migliori obiettivi.” Annunziata Piccaro, Presidente, Ordine delle Professioni Infermieristiche di Latina, ha ricordato che la scelta primaria per il paziente terminale è quella domiciliare, per questo si deve fare tutto quanto sia possibile perché tutto ciò si possa realizzare.Mons. Mariano Crociata, Vescovo della Diocesi di Latina, ha espresso la propria gratitudine verso coloro che hanno permesso a questa struttura di essere fondata e di funzionare in maniera così efficiente. Il Vescovo si è soffermato su due temi delicatissimi della vicenda umana: la sofferenza e la libertà. “Sulla prima c’è poco da dire, se non che tutto quanto si fa per alleviarla è benedetto, sul tema della libertà mi limito a chiedermi se l’affermazione della libertà di porre fine alla propria vita non sia più la pretesa degli ideologi di una libertà sciolta da ogni limite e condizione, che non il desiderio di chi si trova al termine della propria esistenza. Se la richiesta di porre fine alla propria vita da parte di persone in condizioni estreme non sia l’effetto di una desolazione e di un abbandono senza speranza, più che la lucida ponderata decisione di farla finita”.A seguire il saluto di Loreto Bevilacqua, Direttore Dipartimento Assistenza Primaria, che ha ricordato l’importanza della formazione università per i medici palliativisti.Giuseppina Carreca, Direttore Distretto 2 ASL di Latina, ha evidenziato quanto è stato già fatto in 10 anni di attività in ambito di cure palliative. L’ Hospice San Marco ha anticipato, come altre strutture, di qualche anno quelli che sono stati i dettami della Legge del 15 marzo 2010 n. 38. Maria De Meo, Dirigente UOSD terapia del dolore e Cure Palliative di Latina, ha parlato del progetto in corso della formazione di  nuovi  medici palliativisti.Enzo Veltri, Responsabile della UOC di Oncologia Medica dell’Ospedale S.M. Goretti di Latina, che ha ricordato che non è facile gestire una malattia oncologica sottolineando l’importanza di cooperare con i medici palliativisti interfacciandosi con loro per ottenere i migliori risultati possibili per i malati terminali. E’ seguito l’intervento di Domenico Russo, Responsabile Medico Unità di Cure Palliative e Michela Guarda, Dirigente Infermieristico entrambi operativi  presso l’Hospice San Marco, che attraverso la narrazione di una storia corredata con la proiezione di  immagini, hanno raccontato 10 anni di attività  dell’Unità Operativa di Cure Palliative Hospice San Marco. Un breve intervallo musicale della soprano coreana Min Ji Kim, che ha deliziato i presenti interpretando alcuni brani tratti da famose opere. I lavori sono proseguire con la tavola rotonda, moderata dalla giornalista e conduttrice Rai, Benedetta Rinaldi, sul tema “Dove vanno le cure palliative in Italia” dove sono intervenuti, Massimo Angelelli, Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI, che ha evidenziato che la vera libertà di una persona  sta nella   possibilità che ha nel  poter scegliere tra diverse azioni. E’ fondamentale prendersi cura della intera persona, tra corpo-anima e psiche. Francesca Bordin, Responsabile Unità di Cure Palliative Hospice INI Grottaferrata, ha sottolineato che la realtà delle Cure Palliative in Italia ancora non si è uniformata. Ci sono regioni in Italia che dove gli hospice non sono ancora presenti. Occorre ancora lavorare e impegnarsi molto per diffondere la cultura delle Cure Palliative. Chiara Mastroianni, Infermiera Responsabile Formazione ANTEA associazione, ha  evidenziato il ruolo dell’infermiere in ambito palliativistico, un ruolo professionale che oltre a somministrare cure,  coordina l’intera organizzazione con il resto dei componenti dell’equipe multidisciplinare.   Domenico Russo, Responsabile Medico Unità di Cure Palliative Hospice San Marco, ha ribadito il ruolo del medico palliativista, non è soltanto colui che tratta bene il paziente, ma deve essere uno specialista di alto livello che assiste il malato per tutto il suo corso della malattia. I lavori si sono conclusi con la Lectio Magistralis “Il mondo delle Cure Palliative” di Adriana Turriziani, medico specialista in Radioterapia Oncologica, già Responsabile della UOSA Cure Palliative presso l’Ospedale Agostino Gemelli di Roma. Ha ricordato che esse sono una disciplina clinica riconosciuta a cui i pazienti dichiarati terminali devono poter accedervi, senza trascurarne gli aspetti fondamentali della solitudine, sofferenza e dolore del paziente terminale. Ha illustrato ciò che sono stati i cambiamenti apportati dalla Legge 38, che per la prima volta ha unito paziente e la sua famiglia. Il percorso delle cure palliative richiede ancora molto lavoro, occorre che diventi una disciplina accademica con personale specializzato qualificato e preparato, molta informazione e preparazione per i pazienti e i loro familiari.PHOTO-2019-09-28-10-25-51_25 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_24 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_23 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_18 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_19 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_20 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_21 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_22 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_17 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_16 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_15 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_14 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_13 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_8 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_9 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_10 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_11 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_12 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_7 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_6 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_5 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_4 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_3 PHOTO-2019-09-28-10-25-50_4 PHOTO-2019-09-28-10-25-50_5 PHOTO-2019-09-28-10-25-51 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_1 PHOTO-2019-09-28-10-25-51_2 PHOTO-2019-09-28-10-25-50_3 PHOTO-2019-09-28-10-25-50La serata ha avuto termine con un piccolo fuori programma, una targa di riconoscimento che l’Associazione “Insieme per l’Hospice San Marco” ha voluto consegnare a Michela Guarda, per tutto il lavoro e l’impegno reso verso tutti i membri dell’equipe e ai volontari, per la dedizione e l’amore che continua instancabilmente a dare.