VI EDIZIONE DI MEDICINA NELL’ARTE “MUSICA E CURE PALLIATIVE”

Nel pomeriggio di sabato 29 gennaio, si  è tenuto in collegamento via  web il VI Convegno di “Medicina nell’Arte.- La musica e cure palliative”. Molti gli interventi dei vari professionisti del settore  che hanno dato il loro contributo  sull’importanza della musica in ambito palliativistico e di quanto essa migliori concretamente i   diversi aspetti dei pazienti  terminali,  da quelli psicologici a quelli relazionali, favorendone  la diminuzione dell’ansia e della depressione. La prof.ssa Maria Grazia Baroni, pianista e musicoterapeuta dell’Hospice “Madonna dell’Uliveto” di Reggio Emilia, ha parlato delle finalità della musicoterapia che sono identiche a quelle delle cure palliative, cioè alleviare il dolore dei pazienti migliorando la qualità della vita, non solo ai malati ma anche ai familiari e caregiver. Il dott. Fausto Petricola, responsabile medico cure palliative Hospice “Le Rose“ di Latina, che ha evidenziato l’introduzione delle CAM (Complementary Alternative Medicine), prodotti e  pratiche mediche che non fanno parte di cure mediche standard, all’interno degli hospice. e di come l’influenza della musica aiuti sempre di più i pazienti, in quanto essa interferisce positivamente sul cervello diventando una sorta di  ponte tra il malato terminale, il musicoterapista e il medico. La Dott.ssa Monica Pittaluga, medico palliativista, ha relazionato sull’importanza delle terapie complementari in ambito palliativistico, come la musicoterapia, pet terapy, terapia occupazionale. fotografia, fisioterapia, inquadramento clinico, e di come  attraverso la musica si possa arrivare al racconto della persona. La Prof.ssa Maria Teresa Palermo, musicoterapeuta, ha parlato del’importanza del rapporto tra musica e medicina. La terapia delle musica applicata non solo in abito di malati terminali ma anche a pazienti ricoverati presso gli ospedali.

La dott.ssa Michela Guarda, Coordinatrice infermieristica dell’Hospice San Marco di Latina, ha evidenziato il nuovo progetto di musicoterapia che da poco ha preso il via  all’interno dell’equipe della struttura hospice. Ha sottolineato l’importanza del lavoro  che viene svolto quotidianamente dall’equipe multidisciplinare formata sia da figure professionali e non,  a cui recentemente  è stata aggiunta  anche  la figura del musico terapeuta.  Il progetto di fare musica all’interno dell’hospice nasce  dalla collaborazione  con L’Assipromos di Latina, l’ associazione italiana di promozione sociale che è impegnata da sempre a promuovere sia in Italia che all’estero iniziative a sostegno morale e materiale degli anziani, dei giovani, dei bambini, degli ammalati e in genere di tutti coloro che versano in condizioni di disagio. Il progetto, ancora in fase embrionale, ha già ricevuto un buon riscontro  da parte sia dei malati all’interno della struttura che da tutto il  personale multidisciplinare che collabora attivamente con le due  musico terapeute  la dott.ssa  Maria Antonella Perazzetta, presidente dell’Assipromos e la dott.ssa Sonia Nasso, musicoterapeuta  che ogni mercoledì mattina allietano con la loro musica e la recitazione di poesie  i pazienti presenti  nella struttura. La figura del musicoterapeuta, ha sottolineato la dott.ssa Guarda, rientra a pieno titolo nell’equipe mutidisciplinare, in quanto il musicoterapeuta  si deve confrontare quotidianamente  con le altre  figure professionali per poter svolgere al meglio il proprio  lavoro coi pazienti.

La musica comincia dove finisce il potere delle parole” disse il grande compositore tedesco Richard Wagner, mettendo in evidenza il valore e il ruolo delle sette note che possono superare il confine del silenzio, della preoccupazione taciuta, del senso di smarrimento che a volte rimane inespresso e generare serenità, partecipazione e sollievo. E’ importante pensare che c’è sempre molto da fare per sostenere un malato terminale; la persona è importante fino alla fine e deve essere accompagnata verso la morte nel migliore dei modi, provando a lenire al massimo la sua sofferenza e continuare a dare senso e dignità alla sua vita.

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