“FINE VITA ED EUTANASIA LEGALE”

Martedì scorso, presso la sala “E. De Pasquale” del Comune di Latina si è tenuto il quarto dei dodici convegni in programma in tutta Italia: “Fine vita ed eutanasia legale”.

L’incontro, promosso sul territorio dall’Associazione Luca Coscioni e dall’Associazione chiesa Pastafariana Italiana, nelle persone di Maria Grazia Boaretto, Renata Comparini e Rossano Spadon, con il patrocinio del Comune e della Asl, ha riaperto la questione sull’eutanasia legale.

Sono intervenuti: il vicesindaco di Latina Paola Briganti, l’avvocato Rocco Berardo del collegio difensivo Marco Cappato, Mina Welby dell’Associazione Luca Coscioni, Beppino Englaro dell’Associazione per Eluana, l’avvocato Roberto Cerisano del foro di Latina, Renata Comparini dell’Associazione Luca Coscioni di Latina.

Michela Guarda dirigente infermieristico Hospice San Marco, ha portato il proprio contributo parlando del lavoro che si svolge quotidianamente sia all’interno della struttura dell’hospice che presso il domicilio dei pazienti terminali. “Una realtà, quella dell’hospice San Marco, – ha precisato – nata nel 2009 e che ha permesso fino ad oggi di assistere 4.297 pazienti terminali con le loro famiglie”. L’assistenza medica prestata ai malati terminali si basa sul principio della somministrazione delle cure palliative, esse affermano la vita, considerando la morte come un evento naturale; non devono né accelerare né tantomeno ritardarne la morte. Di conseguenza non si parla né di eutanasia e né di accanimento terapeutico. Lo scopo delle cure palliative è quello di dare dignità al malato terminale, evitandogli il dolore e restituendogli una qualità di vita psico-fisica fino al termine dei suoi giorni. Ha inoltre ricordato l’esistenza   su scala nazionale, delle reti di cure palliative, della terapia del dolore e quella delle cure palliative e della terapia del dolore per i pazienti pediatrici. Michela Guarda è parte integrante di una equipe multidisciplinare formata da medici palliativisti, infermieri, O.S.S, fisioterapisti, un operatore shiatsu, una psicologa e un gruppo di volontari, che prestano tutti i giorni la propria opera sia all’interno della struttura di Unità di Cure Palliative che presso il domicilio del malato, assistendo sia il paziente che la sua famiglia.

Infine sono stati evidenziati i passaggi inerenti la tematica, dal consenso informato all’attivazione del servizio di cure palliative, alla presa in incarico del paziente rispettandone sempre le sue necessità e quelle dei suoi familiari.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.